![]() |
|
|---|---|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
![]() UNA VENTATA DI AMERICA IN VEDETTA Un’esperienza formativa di altissimo livello, unica, emozionante e irripetibile quella vissuta dai musicisti iscrittisi ai seminari tenuti da Rufus Reid, uno dei più importanti contrabbassisti jazz della scena musicale moderna. Mister Reid, classe 1944 di Atlanta (Georgia) è un purista del jazz. E lo si vede subito dal suo volto intenso ma sempre allegro, mentre cammina abbracciato al suo contrabbasso plurisecolare grosso quasi quanto lui! (“my wife”, lo definisce sorridendo, ha duecentoquattro anni!) E si intende subito che per lui girare il mondo per suonare ed incontrare musicisti è la cosa che più conta. Stavolta è toccato alla Vedetta sul Mediterraneo di Giovinazzo (“a magic place to play “ dice Reid) ospitare tre giorni di lezioni intense, mattina e pomeriggio, in cui si è preparato il concerto – jam session conclusivo di domenica sera. L’emozione del sottoscritto e dei presenti agli incontri è stata davvero palpabile: affrontare il tema dell’ evoluzione della sezione ritmica è stata innanzitutto un’ immersione nell’autenticità del jazz. Il vero jazz: quello che viene dal cuore e che lo suoni prima con le espressioni del volto e poi con le mani, quello che puoi scambiare a volte per un blues o per uno swing. Quello insomma suonato di pancia e non quello sdoganato e importato che tanto sentiamo essere suonato in modo troppo accademico e inespressivo. Questa la lezione più importante di Rufus Reid. In conclusione una vera ventata di America in Vedetta che ha stimolato e arricchito i cuori di tutti noi musicisti.
Marco Cotugno |
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||