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Rassegna Stampa    

Gazzetta del Mezzogiorno
19 Aprile 2008

A Giovinazzo oggi la premiazione dei migliori racconti dedicati al mare


 

 
     

 

Proseguono le presentazioni del libro di Nicolò Carnimeo “Nei mari dei pirati”.

Dopo il festival Fonti sonore di musica e letteratura ( http://www.fontisonore.com/ ) tenutosi a Tivoli lunedì 13 luglio, l’autore torna in puglia per una serata organizzata presso la Lega Navale di Trani, domenica 26 luglio alle 20.30.

 

Numerose anche le recensioni su giornali e riviste a tiratura nazionale, tra le quali segnaliamo quella del sito LaStampa.it e quella del sito ilSole24ore.com:

 http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/mare/grubrica.asp?ID_blog=97&ID_articolo=1412&ID_sezione=374&sezione=Libri

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/07/libro-carnimeo-mari-pirati.shtml?uuid=7a94c4c2-6b05-11de-aff7-ab2bbde5471b&DocRulesView=Libero&fromSearch

segue la scheda libro: 

 

Nicolò Carnimeo

 

Nei mari dei pirati

 

Introduzione di Björn Larsson, autore di La vera storia del pirata John Long Silver

 

 

 

 

In libreria IL 25 giugno 2009

 

 

Credevate che la pirateria fosse un fenomeno ormai scomparso, buono solo per i romanzi e i film d’avventura? Questo saggio, scritto da un autorevole esperto di «cose di mare», vi farà ricredere. Si tratta di un vero e proprio reportage, che ha la forza di un saggio ben documentato e ricco di informazioni, sulle attuali dimensioni del fenomeno della pirateria e più in generale sui traffici illeciti e sulla tratta di esseri umani che avviene giornalmente nei mari «caldi» del pianeta. La pirateria è una guerra silente: si stima che negli ultimi venticinque anni nelle sole acque del Sud Est asiatico siano state attaccate più di diciassettemila navi, con una media di settecento per anno. Ha costi economici e sociali altissimi, prospera nelle acque di quelle nazioni in cui vi è forte instabilità causata da guerre e carestie, come in  Somalia, oppure dove vi sono governi deboli e corrotti, come in Nigeria e Indonesia. Sono questi infatti i tre Paesi più pericolosi, che da anni detengono il record degli abbordaggi. Alcuni episodi per valutare l’entità del fenomeno: nell’aprile 2008 il Ponant, un veliero da crociera francese di ritorno dalle Seychelles, mentre incrocia le acque del Corno d’Africa, viene abbordato da tre motoscafi veloci. I pirati prendono in ostaggio quaranta marinai, chiedendo un riscatto di due milioni di dollari. Gli ostaggi sono stati liberati grazie a un blitz militare della Marina francese. Nell’autunno dello stesso anno i pirati alzano il tiro, sequestrano la gigantesca petroliera saudita Sirius Star, 250.000 tonnellate: per il rilascio vengono pagati tre milioni di dollari paracadutati sulla plancia da un piccolo aereo. Si apre una crisi internazionale, la libertà di navigazione è in pericolo, i costi assicurativi per un passaggio nel Golfo di Aden schizzano alle stelle. Quel tratto di mare diviene il più militarizzato al mondo, vi incrociano, una flotta della Nato, una dell’Unione Europea, ma anche unità della Marina russa, indiana, cinese, australiana, turca e, persino, malese. Sono le prove generali di una “polizia” internazionale degli oceani, perché questo scenario è destinato a ripetersi. A rompere l’incanto anche di paradisi del turismo come il Borneo, dove nel mirino ci sono lussuosi resort, o i Caraibi dove decine sono gli attacchi a imbarcazioni e charter da diporto. La guerra ai pirati del Terzo millennio è appena iniziata e nessuno può sentirsi al sicuro.

 

Nicolò Carnimeo (Bari, 1968) è professore aggregato di Diritto della Navigazione e dei Trasporti nella Facoltà di Economia dell’Università di Bari, giornalista con all’attivo centinaia di articoli su quotidiani, periodici e riviste a livello nazionale. Collabora con La Gazzetta del Mezzogiorno, Limes, Fare vela e altre pubblicazioni del settore nautico. Ha pubblicato Montenegro, viaggio senza tempo (Giorgio Mondadori) e ha partecipato alla stesura di Mari e coste d’Italia, enciclopedia distribuita con il Corriere della Sera. È presidente della Fondazione Vedetta sul Mediterraneo, che si occupa di promuovere la cultura del mare