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![]() Non è ancora allarme, ma anche quest’estate l’Ostreopsis ovata, più conosciuta come l’alga killer (sebbene sia solo debolmente tossica per la balneazione) fa sentire i suoi effetti specialmente lungo il litorale del Nord barese. Da un monitoraggio della Gazzetta nei presidi medici lungo la costa diverse sono le segnalazioni specialmente a Molfetta e Bisceglie e nel litorale tra Giovinazzo e Santo Spirito e a Torre a Mare (n.d.r. diverse anche le telefonate dei nostri lettori), i sintomi lamentati sono gli stessi dello scorso anno: l’aerosol diffuso dal vento di maestrale provoca nella maggior parte dei casi cefalee, riniti, tosse, difficoltà respiratorie e stati febbrili che si risolvono, però, nel giro di 24 – 48 ore. Quella dell’alga killer è una fioritura annunciata che ormai avviene da diversi anni dopo ferragosto quando è favorita dal riscaldamento delle acque e si protrae sino alla seconda metà di settembre con le prime forti mareggiate. Il picco viene raggiunto proprio in questi giorni, tanto che l’estate scorsa con un tardivo provvedimento in alcune zone venne vietata la balneazione proprio perché il numero di cellule per litro superava i limiti posti dal ministero della Salute, cioè di 10mila cellule per litro. I dati di quest’anno rilevati dall’ARPA Puglia (Agenzia Regionale per l’Ambiente) e riferibili ai prelievi effettuati sino al 15 agosto scorso segnalano una fioritura di Ostreopsis “molto abbondante” (così si legge nella legenda) nei siti di prelievo di Bisceglie ( Va detto, però, che la situazione generale, almeno in base ai prelievi effettuati sino ad oggi, sembra essere migliorata rispetto allo scorso anno e si assiste ad una fioritura meno estesa soprattutto nelle acque del Sud barese. E ciò probabilmente perché il mare sul litorale adriatico non è quasi mai stato calmo, circostanza che favorisce la fioritura. Possono, quindi, stare tranquilli i mangiatori di frutti di mare (zona Forcatella Savelletri), e ciò perché un altro rischio può essere quello di ritrovare l’alga nei ricci e in altri bivalvi eduli che potrebbero trattenerla filtrando l’acqua. I rischi dipendono, però, pur sempre dalla concentrazione dell’alga che non deve superare una determinata soglia. L’Ostreopsis, inoltre, può causare danni non solo alla salute umana, ma anche all’economia costiera, si pensi alla pesca e a tutte le attività collegate al mare perché in alte concentrazioni sviluppa la palitossina che provoca morie di pesci, crostacei, bivalvi e molluschi in particolare granchi e polpi e ricci di mare. L’alga, infatti, ammanta il fondale con una patina marroncina altamente urticante che i pescatori si ritrovano nelle reti e proprio a questo fenomeno paiono legati gli incidenti avvenuti ai pescatori di Molfetta denunciati dalla Gazzetta che hanno avuto tristi conseguenze specialmente lo scorso anno. CHE COSA E’ L’OSTREOPSIS OVATA E COSA FARE NEL CASO DI INTOSSICAZIONE L’Ostreopsis ovata è un’alga unicellulare di dimensioni microscopiche di origine tropicale, che da alcuni anni ha colonizzato numerose aree costiere della penisola italiana, probabilmente introdotta accidentalmente nel Mediterraneo per mezzo delle acque di zavorra delle navi. Le prime segnalazioni lungo la costa pugliese risalgono al 2000/2001. Predilige la forte illuminazione e le alte temperature e può provocare danni alla salute dell’uomo. L’azione irritativa della tossina prodotta dall’alga può avvenire per contatto diretto con l’acqua di mare ma, nella maggior parte dei casi, si realizza attraverso l’inalazione di un aerosol marino che si forma in presenza di forte vento e mareggiate che seguono periodi di calma. L’assessorato alla Sanità della Regione Puglia ha pubblicato un vademecum nel quale vi sono alcuni consigli utili e cioè evitare di stazionare lungo le coste rocciose durante le mareggiate oppure in presenza di sintomi lasciare subito le spiaggie. Ai primi fastidi bisogna allontanarsi dal litorale e riposare in luogo fresco, assumendo solo se è strettamente necessario - ad esempio nel caso compaia febbre o mal di testa - farmaci. L’assessorato alla Sanità invita poi a non recarsi nei pronto soccorso degli ospedali in modo da evitarne inutili affollamenti perché i sintomi sono transitori e mai tanto gravi da richiedere il ricovero in ospedale. Maggiori informazioni si possono trovare sul sito della Regione Puglia dove si può scaricare il vademecum http://www.regione.puglia.it/web/files/sanita/alga_tossica_allegato.pdf oppure chiamare il numero verde dell’Osservatorio Epidemiologico Regionale 800210144 |
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