Storie straordinarie e miracoli dal Santuario della Madonna dei Martiri di Molfetta.
Più volte ci siamo occupati degli ex voto marinari, le tavolette votive fatte dipingere «per grazia ricevuta» dopo essere scampati ad una tempesta o altra calamità, perchè raccontano storie straordinarie. Uno dei luoghi dove ne sono conservati diversi è il Santuario della Madonna dei Martiri di Molfetta il cui piccolo museo merita davvero una visita.
Giovanni Pappagallo, abile ricercatore e storico, ci ha scritto per segnalare alcuni episodi che riguardano proprio il santuario molfettese. Egli li ha trovati nella Breve historia dell’origine fondatione e miracoli de Santa Maria dei Martiri compilata da mons. Giovanni Battista Bovio, Vescovo di Molfetta (1602-1622) negli ultimi anni del suo episcopato e data alle stampe nel 1636.
Il primo evento miracoloso riguarda l’assalto di una flotta turca avvenuta con ogni probabilità nella primavera del 1573: una notte con il mare calmo e senza vento i pirati ottomani si stavano avvicinando a Molfetta. Avevano calato le vele e procedevano a remi in silenzio per sorprendere le sentinelle a guardia del porto, quando all’improvviso si levò un prodigioso vento di terra tanto forte da riuscire a ricacciare le navi al largo. Testimone dell’avvenimento fu un pescatore molfettese, Leonardo Visaggio che sul suo cimbo (piccola barca da pesca) stava calando le reti da posta nelle acque antistanti proprio il Santuario della Madonna dei Martiri. Egli riferì che quel vento improvviso soffiava solo verso i vascelli turchi e non interessava minimamente altre zone di mare che rimanevano inspiegabilmente calme.
Altro evento riguarda un marinaio di nome Francesco de Veccere che faceva la spola tra le coste pugliesi e Venezia su navi cariche di olio d’oliva (n.d.r. un prodotto ricercato all’epoca sui mercati europei sia per l’alimentazione che per l’industria del sapone). Il nostro scivolò in mare lontano dalla costa e poichè nessuno lo vide cadere la nave si allontanò. Vistosi perduto invocò la Madonna dei Martiri, e dopo aver trovato nuovo vigore riuscì dopo ore di nuoto a raggiungere felicemente la riva.
Altro caso è quello di Orazio Pansini – questa famiglia è presente a Molfetta dai primi anni del XV secolo erano pescatori e armatori - soprannominato tramontana: nel 1588 era salpato da Bari con il suo grippo carico di olio per Venezia, ma durante la navigazione incappò in una furiosa tempesta. Quando la barca stava per essere sfondata dalla furia delle onde invocò il cielo e, miracolosamente, la nave dopo aver lottato alcune ore in balia delle onde riuscì ad arrivare in porto.
N. Carnimeo