Un piccolo cargo barese, il «Lina», da anni adagiato nei fondali al largo della Croazia
Sulla Gazzettadelmezzogiorno.it nella home page, sezione dei video sono state pubblicate le splendide immagini subacquee del mercantile Lina un piccolo cargo affondato agli inizi del secolo scorso. La storia di questa nave di 1049 tonnellate di stazza si lega alla città di Bari perché essa apparteneva ad una piccola società con sede nel capoluogo: l’Adriatica (da non confondere con quella più nota di Venezia). A quel tempo la nave si chiamava Ville De Namour (così come l’avevano battezzata nei cantieri di Newcastle On Tyne nel 1879) sino a quando non venne acquistata dall’armatore barese Vincenzo Granata che le cambiò il nome in Lina. Questo piccolo mercantile insieme ad altre due navi baresi il Mario e l’Olga (probabilmente si chiamavano così per i nomi dei nipoti di Granata) faceva piccolo cabotaggio in Adriatico portando merci varie, sino a quando il 14 gennaio 1914 – al comando di Giuseppe Cicconardi – carica di legname non incappò in una perturbazione con una fitta nebbia e avvicinandosi troppo alla costa. Vicino a capo Precen il capitano fece un disperato tentativo di arenare la nave, ma non riuscì ad evitarne l’affondamento.
A chi voglia approfondire l’argomento, e in generale la storia della navigazione mercantile a Bari in quel periodo consigliamo di leggere il libro di Pasquale Trizio La marineria a vapore del Levante d’Italia (1876 – 1932) edito da Giuseppe Laterza che insieme al più recente Adriatica. Venezia 1932-2004 edito da Gelsorosso costituisce un prezioso strumento di notizie e fonti. In più l’Associazione Marinara Puglia che ha sede a Bari presso l’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) conserva ancora nel suo archivio l’immagine dipinta a olio del mercantile Lina che oggi ha acquisito nuova notorietà ed è divenuto meta di escursioni subacquee. Una delle caratteristiche che lasciano indelebile il ricordo di quella immersione è una targa posta a poppavia della nave che cita testualmente: «I tuoi occhi il mare, la tua vita un’onda» e poi «A Franco 8 luglio 2003». Abbiamo indagato, ma non siamo riusciti a scoprire in memoria ci chi fosse stata posata, con ogni probabilità per un subacqueo scomparso durante una immersione. Il relitto della nave barese rimane in Croazia nella regione di Gorski Kotar nei pressi di capo Precen adagiato in assetto di navigazione sopra un fondale sabbioso con la prua rivolta verso terra a 27 metri di profondità e la poppa a 52 metri. Di solito, come mostrano anche le immagini pubblicate dal quotidiano on line della Gazzetta le acque sono cristalline e la visibilità è ottima consentendo una gradevole esplorazione, spicca dalla sagoma il grande albero da carico che è puntato verso la superficie. Qualche associazione subacquea barese dovrebbe portare lì giù un gagliardetto bianco-rosso a tenere compagnia alla nostra nave. Se l’idea viene raccolta fatelo sapere a questa rubrica.
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